Considerata
la posizione strategica dell'isola, Lampedusa ospita oggi una
fauna selvatica di particolare interesse, come il falco della
Regina, il Marangone dal Ciuffo, l'Airone, il Fenicottero, il
Columbro Lacertino, il Columbro dal Cappuccio e la Tartaruga
marina comune “Caretta caretta”. L'attenzione e la preoccupazione
per i problemi di conservazione della fauna selvatica, ha dato
vita a questo Centro di Recupero, che oltre ad occuparsi, appunto,
di animali selvatici feriti, svolge altri programmi di rilevante
importanza, come l'educazione ambientale con progetti mirati
per le scuole e la sensibilizzazione della popolazione locale
e dei fruitori estivi dell'Isola, con conferenze, campi di volontariato,
manifestazioni, ecc.
La struttura, grande circa 1500mq., è situata in una
delle zone più verdi di Lampedusa (zona Grecale), e comprende
un'ampia sala video contenente anche vari cartelli e barattoli
didattici, uno spazio per le offerte, un ambulatorio veterinario,
un ufficio, gabbie per la riabilitazione degli animali feriti
(in modo particolare uccelli) e vasche per la cura delle tartarughe.
Proprio sulle tartarughe, questo centro porta avanti da cinque
anni un importante progetto di studio, attraverso il censimento
dei nidi e la marcatura degli esemplari accidentalmente catturati
o feriti. Molto attiva è la collaborazione con la gente
locale, con le marinerie forestiere e con le forze dell'ordine.
Ad oggi il Centro ha ospitato circa 700 tartarughe marine, circa
200 uccelli ed altri animali di piccola taglia.
Questo Centro è anche il punto di riferimento per i recuperi
che avvengono nella provincia di Agrigento, infatti, è
qui che gli animali vengono trasportati per essere curati. Le
tartarughe sono abituate a fare i conti con i nemici naturali
da tempo immemorabili. Da adulte, poi, solo i grandi squali
riescono a incutere loro paura. I veri pericoli sono altri.
Le tartarughe possono poi restare impigliate nelle reti o abboccare
alle lenze dei pescatori, e morire soffocate.
Nella stessa sorte incorrono quando ingeriscono i sacchetti
di plastica abbandonati in mare, scambiandoli per meduse. Ancora
oggi, poi, molte tartarughe vengono catturate per essere mangiate.
L'incontro con loro, quindi, diventa un incontro sempre più
raro. Questo perché le tartarughe cercano d'estate quello
che cerchiamo anche noi: spiagge tranquille e incontaminate,
per deporre le preziose uova dalle quali dipende il loro futuro.
Ma le spiagge tranquille, sono sempre meno, in tutto il Mediterraneo
e in particolare in Italia. Le luci e i rumori spaventano le
tartarughe femmine, tenendole lontane dalle spiagge fino a quando
per le uova è troppo tardi. Le eliche dei motori fuoribordo
le possono ferire.
Automobili, motociclette e spesso anche ombrelloni e sdraio
possono danneggiare le loro uova. Dividere le spiagge di Lampedusa
con le tartarughe è facile. Loro non chiedono molto,
solo di non essere disturbate dopo il tramonto. Evitare quindi
di frequentare le spiagge nelle ore notturne, di provocare rumori,
accendere luci o fuochi nelle vicinanze. Non inquinare i mari!
E se qualcuno ci offre di acquistare gusci di tartarughe, o
animali vivi, rifiutiamo l'offerta e denunciamo il fatto alle
autorità competenti.La sede dell'Associazione si trova
in C.da Grecale (la strada che porta a Cala Creta), Lampedusa
(AG).
È aperta tutti i giorni nel periodo estivo e tre volte
a settimana nel periodo invernale.All'interno è allestito
un Centro di Recupero per le tartarughe marine e un pronto soccorso
per la fauna selvatica, nell'ambito del quale trova spazio un'itinerante
mostra sulle tartarughe marine, sulla fauna, sulla flora e sull'isola
di Lampedusa. Se credi nel nostro impegno, e vuoi aiutarci,
puoi farlo diventando socio, oppure puoi decidere di passare
qualche giornata con noi per coadiuvarci nelle attività.